lunedì 17 ottobre 2016

#News #OrizonteEnergia 18/10/2016 - Energia: Dall'Unione per l'Energia un nuovo slancio per l'innovazione tecnologica

Energia: Dall'Unione per l'Energia un nuovo slancio per l'innovazione tecnologica

Nel seguente articolo, realizzato da Marcello Capra (Delegato SET Plan Europeo, Ministero dello Sviluppo Economico), viene trattato il tema dello sviluppo tecnologico in favore delle politiche energetiche e climatiche, variabile molto importante per il conseguimento degli obiettivi UE 2020, 2030 e 2050. 

 

Il ruolo del SET Plan

L’importanza delle tecnologie energetiche e dell’innovazione per conseguire gli obiettivi UE 2020 nel settore delle politiche energetiche e climatiche,  ma anche per realizzare gli obiettivi per il 2030 e il 2050, era stata già da tempo riconosciuta dall’Unione, a prescindere dall’implementazione dei vari Programmi Quadro della R&S. Nel 2008 è stato infatti lanciato lo Strategic Energy Technology (SET) Plan come strumento di “spinta della tecnologia” delle politiche energetiche e climatiche. Il SET Plan aveva definito come prioritarie le tecnologie più importanti per il conseguimento degli obiettivi della politica energetica e climatica per il 2020: vento, sole, reti elettriche, CCS, bioenergia, energia nucleare, celle a combustibile e idrogeno, efficienza energetica. Le iniziative industriali europee istituite per tutti questi settori hanno stabilito aree prioritarie di ricerca e innovazione mediante roadmap tecnologiche”, che hanno incentrato il loro campo d’azione su grandi progetti di valore europeo.

Sono stati messi a disposizione fondi europei, principalmente nell’ambito del Settimo programma quadro di ricerca (e poi di Horizon 2020) mediante la mobilitazione di varie aree tematiche, tra cui “Energia” e “Tecnologie abilitanti fondamentali” (come le ICT e i materiali). Un ulteriore finanziamento significativo è giunto dal Programma energetico europeo per la ripresa (EEPR) e dal programma “Riserva nuovi entranti (NER) 300”. Gli investimenti pubblici e privati a favore dello sviluppo tecnologico per i settori del SET Plan sono passati da 3,2 miliardi di euro nel 2007 a 7,1 miliardi nel 2011. L’industria è stata all’origine di circa il 70% degli investimenti totali di ricerca e sviluppo delle priorità del SET Plan mentre gli Stati membri partecipano per il 20% e la Commissione europea per il 10%.

 

Nuova strategia per il 2020 e oltre

L’Unione dell’Energia è stato un tema chiave nell’agenda dell’Unione Europea per il 2015, in stretta sinergia con l’attuazione del Pacchetto Clima-Energia al 2030 e la preparazione della Conferenza ONU sul clima (COP21 di Parigi).

Il 25 febbraio 2015 la Commissione europea ha adottato una Comunicazione, intitolata “A Framework Strategy for a Resilient Energy Union with a Forward-Looking Climate Change Policy”.  Nella Comunicazione sono individuate cinque dimensioni prioritarie per la realizzazione dell’Unione dell’energia: 1) sicurezza energetica; 2) un mercato interno dell’energia pienamente integrato; 3) efficienza energetica come contributo alla riduzione della domanda di energia; 4) de-carbonizzazione dell’economia; 5) un’unione dell’energia per la ricerca, l’innovazione e la competitività.

Questi obiettivi rappresenteranno le priorità della politica energetica europea per i prossimi anni e ne dovranno essere ulteriormente sviluppate le sinergie con la politica estera e di sicurezza. I rischi per gli approvvigionamenti evidenziati dalle crisi recenti hanno fornito l’impulso iniziale per la riapertura del dibattito sulle politiche energetiche europee.

In merito alla futura governance, obiettivi e impegni degli Stati membri potranno essere adeguatamente valutati, anche nel quadro della revisione di medio-termine della Strategia Europa 2020. Le politiche ambientali e climatiche sono fondamentali per affrontare le sfide derivanti dalla  governance economica dell’Unione. La realizzazione dell’Unione dell’energia dovrà rafforzare i meccanismi di cooperazione e fiducia reciproca tra gli Stati membri, fornendo un modello utile anche per più ampi sviluppi del processo di integrazione.

In questo contesto in rapida evoluzione, di particolare importanza è il rinnovato impegno previsto dall’Unione per l’Energia per gli investimenti in ricerca e innovazione per lo sviluppo di tecnologie per la green economy. Il SET Plan rimane lo strumento fondamentale per affrontare le nuove sfide. Costituirà il punto di riferimento per gli investimenti a livello di UE, nazionale e regionale, ma anche per gli investimenti privati a favore della ricerca e dell’innovazione nel settore energetico. La leadership mondiale dell’UE nello sviluppo delle tecnologie per l’energia dovrà essere preservata e sviluppata,  al fine di valorizzare pienamente le opportunità offerte in termini di mitigazione e adattamento agli effetti dei cambiamenti climatici, creazione di posti di lavoro e rafforzamento della competitività industriale.

Sistemi evoluti di sostegno alla ricerca applicata del tipo di Horizon 2020 oppure NER 300, ma anche un uso efficace e sinergico con Horizon dei Fondi Strutturali 2014-2020, devono essere in grado di sostenere lo sviluppo di nuove tecnologie sulle fonti rinnovabili e sull’efficienza energetica (in particolare nel settore residenziale e urbano), con una governance delle attività sempre più efficace ed efficiente.

 

Le azioni-chiave del SET Plan

L’Unione per l’Energia prevede per l’innovazione dieci azioni-chiave sulle quali gli Stati membri e i principali stakeholder di settore presto si stanno confrontando per definire:

  • il livello di ambizione in termini di priorità e finanziamenti;
  • le modalità di implementazione per ciascuna azione-chiave;
  • i prodotti attesi dalle attività di Ricerca e sviluppo e i tempi necessari per il conseguimento dei risultati.

Come è emerso anche dalla Conferenza SET Plan svoltasi lo scorso anno in Lussemburgo, la ricerca e l’innovazione nel settore dell’energia devono essere impostate secondo un approccio olistico, con obiettivi orientati non solo sulle singole tecnologie ma anche sulla loro integrazione a livello di sistema. In questa prospettiva la roadmap integrata del SET Plan è la base ideale per sviluppare collaborazioni in grado di traguardare gli obiettivi posti dalle sfide del cambiamento climatico e della transizione energetica.

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