Nel seguente articolo, realizzato da Marcello Capra (Delegato SET Plan Europeo, Ministero dello Sviluppo Economico), viene trattato il tema dello sviluppo tecnologico in favore delle politiche energetiche e climatiche, variabile molto importante per il conseguimento degli obiettivi UE 2020, 2030 e 2050.
Il ruolo del SET Plan
L’importanza delle tecnologie energetiche e dell’innovazione per conseguire gli obiettivi UE 2020 nel settore delle politiche energetiche e climatiche, ma anche per realizzare gli obiettivi per il 2030 e il 2050, era stata già da tempo riconosciuta dall’Unione, a prescindere dall’implementazione dei vari Programmi Quadro della R&S. Nel 2008 è stato infatti lanciato lo Strategic Energy Technology (SET) Plan come strumento di “spinta della tecnologia” delle politiche energetiche e climatiche. Il SET Plan aveva definito come prioritarie le tecnologie più importanti per il conseguimento degli obiettivi della politica energetica e climatica per il 2020: vento, sole, reti elettriche, CCS, bioenergia, energia nucleare, celle a combustibile e idrogeno, efficienza energetica. Le iniziative industriali europee istituite per tutti questi settori hanno stabilito aree prioritarie di ricerca e innovazione mediante “roadmap tecnologiche”, che hanno incentrato il loro campo d’azione su grandi progetti di valore europeo.
Sono stati messi a disposizione fondi europei, principalmente nell’ambito del Settimo programma quadro di ricerca (e poi di Horizon 2020) mediante la mobilitazione di varie aree tematiche, tra cui “Energia” e “Tecnologie abilitanti fondamentali” (come le ICT e i materiali). Un ulteriore finanziamento significativo è giunto dal Programma energetico europeo per la ripresa (EEPR) e dal programma “Riserva nuovi entranti (NER) 300”. Gli investimenti pubblici e privati a favore dello sviluppo tecnologico per i settori del SET Plan sono passati da 3,2 miliardi di euro nel 2007 a 7,1 miliardi nel 2011. L’industria è stata all’origine di circa il 70% degli investimenti totali di ricerca e sviluppo delle priorità del SET Plan mentre gli Stati membri partecipano per il 20% e la Commissione europea per il 10%.
Nuova strategia per il 2020 e oltre
L’Unione dell’Energia è stato un tema chiave nell’agenda dell’Unione Europea per il 2015, in stretta sinergia con l’attuazione del Pacchetto Clima-Energia al 2030 e la preparazione della Conferenza ONU sul clima (COP21 di Parigi).
Il 25 febbraio 2015 la Commissione europea ha adottato una Comunicazione, intitolata “A Framework Strategy for a Resilient Energy Union with a Forward-Looking Climate Change Policy”. Nella Comunicazione sono individuate cinque dimensioni prioritarie per la realizzazione dell’Unione dell’energia: 1) sicurezza energetica; 2) un mercato interno dell’energia pienamente integrato; 3) efficienza energetica come contributo alla riduzione della domanda di energia; 4) de-carbonizzazione dell’economia; 5) un’unione dell’energia per la ricerca, l’innovazione e la competitività.
Questi obiettivi rappresenteranno le priorità della politica energetica europea per i prossimi anni e ne dovranno essere ulteriormente sviluppate le sinergie con la politica estera e di sicurezza. I rischi per gli approvvigionamenti evidenziati dalle crisi recenti hanno fornito l’impulso iniziale per la riapertura del dibattito sulle politiche energetiche europee.
In merito alla futura governance, obiettivi e impegni degli Stati membri potranno essere adeguatamente valutati, anche nel quadro della revisione di medio-termine della Strategia Europa 2020. Le politiche ambientali e climatiche sono fondamentali per affrontare le sfide derivanti dalla governance economica dell’Unione. La realizzazione dell’Unione dell’energia dovrà rafforzare i meccanismi di cooperazione e fiducia reciproca tra gli Stati membri, fornendo un modello utile anche per più ampi sviluppi del processo di integrazione.
In questo contesto in rapida evoluzione, di particolare importanza è il rinnovato impegno previsto dall’Unione per l’Energia per gli investimenti in ricerca e innovazione per lo sviluppo di tecnologie per la green economy. Il SET Plan rimane lo strumento fondamentale per affrontare le nuove sfide. Costituirà il punto di riferimento per gli investimenti a livello di UE, nazionale e regionale, ma anche per gli investimenti privati a favore della ricerca e dell’innovazione nel settore energetico. La leadership mondiale dell’UE nello sviluppo delle tecnologie per l’energia dovrà essere preservata e sviluppata, al fine di valorizzare pienamente le opportunità offerte in termini di mitigazione e adattamento agli effetti dei cambiamenti climatici, creazione di posti di lavoro e rafforzamento della competitività industriale.
Sistemi evoluti di sostegno alla ricerca applicata del tipo di Horizon 2020 oppure NER 300, ma anche un uso efficace e sinergico con Horizon dei Fondi Strutturali 2014-2020, devono essere in grado di sostenere lo sviluppo di nuove tecnologie sulle fonti rinnovabili e sull’efficienza energetica (in particolare nel settore residenziale e urbano), con una governance delle attività sempre più efficace ed efficiente.
Le azioni-chiave del SET Plan
L’Unione per l’Energia prevede per l’innovazione dieci azioni-chiave sulle quali gli Stati membri e i principali stakeholder di settore presto si stanno confrontando per definire:
- il livello di ambizione in termini di priorità e finanziamenti;
- le modalità di implementazione per ciascuna azione-chiave;
- i prodotti attesi dalle attività di Ricerca e sviluppo e i tempi necessari per il conseguimento dei risultati.
Come è emerso anche dalla Conferenza SET Plan svoltasi lo scorso anno in Lussemburgo, la ricerca e l’innovazione nel settore dell’energia devono essere impostate secondo un approccio olistico, con obiettivi orientati non solo sulle singole tecnologie ma anche sulla loro integrazione a livello di sistema. In questa prospettiva la roadmap integrata del SET Plan è la base ideale per sviluppare collaborazioni in grado di traguardare gli obiettivi posti dalle sfide del cambiamento climatico e della transizione energetica.

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